Pubblicato il in News ed eventi

Come Coppo e Dosio sono cresciuti nel biennio della pandemia

E’ una crescita che non ha conosciuto battute d’arresto quella di Coppo e di Dosio, nemmeno nel biennio della pandemia che è stato contrassegnato da diffuse perdite nel settore vitivinicolo.

Il risultato 2021, anno che ha segnato l’ingresso di Coppo nel gruppo Dosio, registra infatti non solo l’atteso incremento su quello del 2020 ma anche su quello pre-pandemia del 2019.

Per la cantina storica di Canelli il fatturato complessivo 2021 segna +33% sul 2020 e +4.8% sul 2019. Per il gruppo il fatturato registra +37% sul 2020 e +8% sul 2019. Particolarmente importante è la crescita sui valori pre-pandemia relativa al mercato italiano: 13% per Coppo e 19% per il gruppo di cantine espressione di una realtà tutta italiana con radici piemontesi.

I dati sono stati commentati in occasione del tradizionale raduno annuale degli oltre cinquanta agenti della rete vendita italiana di Coppo che si è svolto in videoconferenza, viste le condizioni dettate dalla pandemia.

“E’ una crescita davvero importante – introduce Gianfranco Lanci, esponente di riferimento della proprietà del gruppo. Non possiamo che essere soddisfatti di questi risultati e dei primi mesi di lavoro insieme”.

I nuovi traguardi del 2022

Il 2022 è fatto di nuovi traguardi nel segno della continuità.

“Ci aspettiamo un anno di conferme e sviluppo – dice Paolo Coppo.
Abbiamo avuto profondi cambiamenti per questo sviluppo, con l’ingresso di Coppo nel gruppo. Coppo continuerà a impegnarsi per la massima qualità e per i migliori valori del territorio. Il lavoro iniziato e gli investimenti che sono stati programmati dal Gruppo ci consentono di guardare al futuro con grande slancio”.

I pilastri della sua produzione restano lo spumante metodo classico e la barbera, con le denominazioni Alta Langa e Nizza.

“Vogliamo consolidare il marchio come riferimento per queste denominazioni – spiega Luigi Coppo, amministratore delegato di Coppo. Rinnoviamo la nostra storia e la vocazione che ci spinge ad alzare sempre il livello della sfida nella ricerca della migliore espressione di vini spumanti e di barbere del territorio”.

Se per il Nizza c’è la valorizzazione del particolare delle singole vigne per la produzione di grandi rossi, nell’Alta Langa si tratta anche di un mercato in forte crescita. Secondo il Consorzio, lo spumante Alta Langa il 2021 si è chiuso con un +42% delle vendite in valore rispetto al 2019 e nel 2022 avrà un mercato di 3 milioni di bottiglie.

Nella sala degustazione di Coppo a Cannelli

Un interno presso la tenuta dei Vigneti Dosio a La Morra

Accoglienza in cantina: + 20% rispetto al 2019

Accanto al mercato tradizionale Horeca, in Italia e nel mondo, l’accoglienza in cantina si conferma come asse chiave per il presente e per le prospettive del marchio di Canelli e di tutto il Gruppo.

Malgrado le chiusure della prima parte del 2021, e la difficoltà per gli spostamenti internazionali, il fatturato per le visite e le degustazioni nella cantina storica di Canelli è cresciuto del 62% sul 2020 e del 20% sul 2019.

“C’è un grande entusiasmo di chi ci viene a trovare in cantina – avverte Luigi Coppo. C’è davvero una voglia di conoscere i nostri vini e il nostro territorio che continua a crescere, giorno dopo giorno”.

Visione e investimenti

La visione del gruppo è quella di gettare un ponte tra Langhe e Monferrato nel segno della qualità e dell’integrazione dei vigneti, dell’offerta dei vini e delle distribuzioni, delle esperienze per l’accoglienza. “Qualità in ogni dettaglio” è la parola d’ordine.

“Abbiamo cominciato dall’integrazione della conduzione dei vigneti di tutto il Gruppo, secondo gli standard di qualità di Coppo – spiega Gianfranco Lanci. Abbiamo aggiunto al patrimonio altri 5 ettari di vigna, 1 per il Barbaresco, 1 per il Barolo, ma anche per la barbera e per l’Alta Langa. Come Gruppo abbiamo quasi raggiunto i 70 ettari”.

Il Gruppo può intanto contare subito su un catalogo ampliato e che raccoglie i vini eccellenti delle Langhe e del Monferrato.

“Continueremo a investire su vigneti e produzione perché abbiamo grandi margini e obiettivi ambiziosi, sia all’estero che in Italia, come player di riferimento per il Nizza e per l’Alta Langa ma anche per il Nebbiolo, il Barolo e il Barbaresco”.

Lanci ricorda infine gli investimenti nello sviluppo dell’accoglienza, per rispondere a una domanda crescente di appassionati e visitatori nelle Langhe ma anche nei territori e nelle cantine Unesco del Monferrato.

“L’incoming è l’altro grande asse. Stiamo ampliando e riorganizzando i percorsi in tutte le cantine, a partire da quelle dei Vigneti Dosio a La Morra e di Coppo Canelli. Saremo in grado di raddoppiare la nostra capacità di accoglienza”.

Paolo Coppo e Gianfranco Lanci