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Bric del Marchese e Pontiselli, dai vigneti Coppo due nuovi Nizza

Coppo Pontiselli Bric del Marchese

Bric del Marchese e Pontiselli sono due nuove etichette di Coppo, Nizza docg, con cui la famiglia, dopo anni di studio e sperimentazione, intende riconoscere e promuovere le specificità dei vigneti posseduti in due distinte aree della denominazione. Saranno disponibili, in sole 2000 bottiglie ciascuno, dall’autunno 2020 con annata 2017.

Dai vigneti di Coppo i 3 cru del Nizza

Per capire queste nuove etichette è utile capire che cosa significhi “Nizza” per Coppo.

L’annata 2016, la prima in cui compare la scritta Nizza sull’etichetta del Pomorosso, vino simbolo della famiglia fin dal 1984, segna in realtà una svolta solo nominale. Sì è chiuso il capitolo della “Barbera d’Asti” e si è aperto quello del “Nizza” Docg ma questo vino non è cambiato.

Negli anni precedenti l’entrata in vigore della nuova denominazione, Coppo aveva inoltre arricchito ed ampliato il proprio patrimonio aziendale seguendo un progetto ben chiaro: ottenere vigneti di proprietà in diverse aree di quel territorio così vocato per la barbera definito poi dalla nuova denominazione attraverso una massiccia esclusione: il Nizza docg ammette infatti solo 18 dei 167 comuni della Barbera d’Asti docg.

 

Dove si trovano i vigneti Nizza di Coppo?

Dobbiamo fare ora riferimento alla mappa del Nizza. Si tratta di una mappa dettagliata, disegnata da Alessandro Masnaghetti: i comuni del Nizza Docg sono stati a loro volta suddivisi in “aree” – o se preferiamo “areali” o “cru” – ognuna con la propria specificità territoriale.
I vigneti di Coppo insistono tutti nella parte occidentale della mappa, su tre diverse aree: “Bric del Marchese” ai limiti del comune di Nizza Monferrato, “Gavelli” a Castelnuovo Calcea e “Pontiselli” ad Agliano Terme.

 

I quattro Nizza di Coppo

Dai vigneti che possiede in queste tre aree, Coppo produce quattro Nizza.

(Ricordiamo che il disciplinare del Nizza impone non solo la provenienza delle uve limitata a 18 comuni ma anche l’utilizzo di barbera al 100% e un minimo invecchiamento di 18 mesi, di cui 6 in legno).

Pomorosso esprime la massima sintesi delle tre aree, molto diverse tra loro. E’ un vino che incarna l’idea del Nizza secondo Coppo e definisce uno stile riconoscibile attraverso le annate e rinnova la sua firma sul mercato internazionale.

Bric del Marchese e Pontiselli sono i due nuovi Nizza.
Coppo si impone tempi di invecchiamento superiori a quelli richiesti dal rigido disciplinare.
Le uve provengono dai rispettivi areali, studiati a lungo da Coppo. “In tanti anni di assaggi – spiega Roberto Coppo, responsabile di cantina – abbiamo riscontrato differenze ricorrenti tra le uve delle due aree. Da qui il desiderio di mostrare la specificità territoriale di quei grappoli, che da sempre abbiamo vinificato separatamente per poi unirli nel Pomorosso.”

Riserva della Famiglia è da ricondurre alla terza area, Gavelli, nel comune di Castelnuovo Calcea. Prodotta da un singolo vigneto, tra i più vecchi che la famiglia possiede, ha visto la luce con l’annata 1998. Vinificata tutti gli anni, si concede in bottiglia solo nelle annate di eccezionale valore qualitativo. Oggi riporta in etichetta “Nizza Riserva”, a testimoniare l’invecchiamento maggiore.

I caratteri

Per annunciare la nascita delle nuove etichette, la cantina ha organizzato, in gennaio, al Relais San Maurizio di Santo Stefano Belbo, una degustazione orizzontale dei quattro Nizza, tutti 2017.

 

 

Gianni Fabrizio, esperto dei vini della Borgogna e del Piemonte, ha condotto l’assaggio per tracciare i caratteri di questo progetto di zonazione. Al netto delle caratteristiche del vitigno, ci si è concentrati sulle differenze.

Gli assaggi delle diverse annate che si avvicenderanno, la loro evoluzione e i riscontri dalla vigna aggiungeranno nel tempo altri elementi alla ricerca.

 

Pomorosso, un vino che conosciamo bene, è davvero una sintesi degli altri tre vini” – ha spiegato Fabrizio. “Un vino subito pronto ed equilibrato, a soli tre anni dalla vendemmia”.

Passando alle nuove etichette “Bric del Marchese – che si caratterizza per la presenza marcata di argilla nel terreno – si presenta al naso e nel bicchiere subito rotondo, morbido, potente, voluminoso, con una acidità e tannini più contenuti; Pontiselli – che insiste su un suolo più omogeneo – ha invece non solo acidità ma anche una tannicità che, per quanto piccola nella barbera, è apprezzabile e lo rende più quadrato, spigoloso, destinato nel tempo a grande eleganza e finezza”.

Per la Riserva della Famiglia, la punta di diamante delle barbere per Coppo, si sottolineano infine i caratteri comuni a Pontiselli (gli areali Pontiselli e Gavelli sono più vicini e con terreni più simili rispetto a Bric del Marchese) “Consideriamo – ha chiuso Fabrizio – che qui abbiamo una vigna ancora più vecchia e che stiamo assaggiando questo vino in largo anticipo, oltre un anno, rispetto all’uscita sul mercato”.

Per una crescita della denominazione Nizza

 

Nel presentare le nuove etichette, Luigi Coppo, responsabile per i mercati esteri, si è auspicato soprattutto lo sviluppo di tutta la denominazione Nizza e un comune lavoro di tutti i produttori.

“Pontiselli e Bric del Marchese – ha sottolineato il rappresentante della quarta generazione della famiglia – non sono di Coppo. Sono, come tutte le altre zone del Nizza, solo nomi storici adottati grazie alla mappa realizzata da Masnaghetti. Ci auspichiamo ora che tanti produttori portino sulle etichette i nomi impiegati dalla mappa. Questo sarà utile non certo per stabilire delle classifiche o delle gerarchie, ma per aiutare tutta la filiera del vino: per chiarire al mercato italiano, a quello estero e ai sempre più numerosi turisti che arrivano in Monferrato l’enorme ricchezza e diversità di questo territorio fatto di vigne e di vini, di paesaggi, di uomini. Dobbiamo aiutare le persone a familiarizzare con questa nuova denominazione così rappresentativa e con le sue sfaccettature”.