Pubblicato il in Approfondimenti

Un anno di Camp du Rouss

È stato un ottimo anno per il Camp du Rouss. Ripercorrendo i punteggi che la critica ha assegnato a questo Barbera d’Asti Docg (prendendo come riferimento le annate 2011 e 2012 recensite dalle guide durante lo scorso anno) non possiamo che essere soddisfatti. Da Vinous a Bibenda, dal Golosario di Paolo Massobrio passando per James SucklingWine Spectator, il Camp du Rouss si dimostra un vino di grande beva e capace di affascinare per la sua personalità: fresca e strutturata al contempo.

Gli ultimi punteggi di dicembre, su tutti quello di Antonio Galloni, sono un gradito regalo di Natale che ripaga gli sforzi fatti dalla nostra azienda perché ogni Barbera prodotta abbia un carattere netto, una squillante identità riconoscibile ad ogni assaggio, doni un’emozione unica. Con un punteggio di 91/100, il creatore di Vinous ha così descritto il Camp du Rouss 2012: «Un vino impeccabile, nonché uno straordinario esempio dell’annata 2012. Espressivo, con fragranti note di frutti di bosco e frutta rossa matura, dalla personalità succulenta, questa bottiglia potrà essere apprezzata anche tra un paio di anni. Un bel vino, ancor più considerando il prezzo».

Siamo “barberisti”, non possiamo negarlo. E questi giudizi ci riempiono di orgoglio. La Barbera appartiene al territorio in cui siamo nati, alle nostre radici, alle tradizioni che hanno sempre accompagnato la nostra tavola. In altre parole, fa parte del nostro Dna. Qui nel Monferrato astigiano la barbera è quello che il nebbiolo è per le Langhe, il vitigno a cui sono stati assegnati i terreni migliori, i più solatii, a cui dedichiamo cure particolari. Il più interessante etimo della Barbera vuole che il nome derivi dalla radice –alb- o -arb-, che riconduce al termine albéra, «altura», il luogo dove crescono gli alberi, in latino arbores. Il barbera si identificherebbe, allora, come il «vitigno delle alture», la varietà scelta già dai tempi antichi per ottenere nobili vini da tavola: il vino per eccellenza delle nostre colline.

Ma non è sempre stato così. Al contrario, la Barbera ha attraversato periodi di oblio e noncuranza, legati alla povertà e alla vita «grama» che si conduceva, specie nel dopoguerra, sulle colline di Asti e del Monferrato. I produttori prediligevano la quantità alla qualità, lasciando le potenzialità di questo vitigno largamente inespresse.

Per questo, ogni premio alle nostre Barbera è un riconoscimento, in qualche modo, all’impegno e alla fiducia che noi di Casa Coppo, a partire dagli anni ’80, abbiamo riposto in questa varietà, cominciando ad osservarla e a produrla con occhi e spirito completamente diversi. Cercando la perfezione delle sue espressioni, valorizzandone le sfumature, le zone di impianto, lavorando maniacalmente sulle rese, sulla raccolta dell’uva al giusto grado di maturazione. E intuendo la misurata introduzione delle barrique in fase di affinamento, a cui affidare il compito di ampliare e sottolineare la ricchezza sensoriale della Barbera di Asti, la sua complessità e capacità di resistere al tempo.

Non è un caso che la prima vendemmia del Camp du Rouss sia il 1985, a un solo anno di distanza dalla nascita del Pomorosso, l’etichetta di Coppo che – assieme a pochissime altre – aprì letteralmente la strada a un nuovo modo di interpretare la varietà. Se il Pomorosso resta la nostra “ammiraglia” e la Barbera Riserva di Famiglia la chicca prodotta solo nelle annate eccezionali, oggi il Camp du Rouss può tranquillamente affermare di essersi guadagnato i gradi sul campo, caratterizzandosi, anno dopo anno, come una delle grandi espressioni di Barbera d’Asti Docg.

Ecco i migliori punteggi che il Camp du Rouss 2011 e 2012 hanno ottenuto durante l’anno appena trascorso.

Wine Spectator – Camp du Rouss 2011

camp du rouss_ws

 

James Suckling – Camp du Rouss 2011

Camp du rouss JS

 

Bibenda – Camp du Rouss 2012

Camp du rouss

Golosario – Camp du Rouss 2012

campdurouss_ita

 

Antonio Galloni, Vinous – 91\100

Vinous