Essenziali per natura

La nostra terra

L’azienda Coppo si estende su circa 52 ettari di vigneto, suddivisi tra proprietà, affitto e conduzione, il cui nucleo principale è ubicato nel Monferrato, nella zona sud del Piemonte. Nell’area di Canelli, vengono coltivati l’antico e pregiato Moscato Bianco e il Pinot Nero, da cui otteniamo lo spumante Metodo Classico Riserva Coppo.

Da Agliano Terme e Castelnuovo Calcea, nel cuore della sottozona Nizza, provengono invece le Barbere più prestigiose dell’azienda, tra cui il Pomorosso e la Riserva di Famiglia.

L’azienda inoltre conduce, a partire dalla metà degli anni ’80, la tenuta La Rocca in località Monterotondo di Gavi.

Qui viene prodotto il Gavi La Rocca ottenuto da uve Cortese, vitigno autoctono tra i più antichi di questa regione.

Se il Gavi viene vinificato all’interno della zona di produzione, in ottemperanza a quanto prescritto dalla Docg, per quanto concerne il Barolo, l’azienda, in deroga al suo disciplinare, è autorizzata dal Ministero delle Politiche Agricole a vinificare fuori dall’area di denominazione. Solo a pochissime aziende storiche è concesso tale privilegio: è infatti necessario dimostrare una vinificazione del Barolo antecedente l’avvento della Docg, che, di regola, impone la vinificazione all’interno della zona produttiva.

Si può fare un pessimo vino a partire da un’uva eccellente. Ma non si potrà mai fare un vino eccellente a partire da una pessima uva

Agricoltura integrata e tecniche biodinamiche

La qualità dei vini nasce, prima di ogni altra cosa, in vigna: è questa convinzione che, da oltre un secolo, guida l’azienda Coppo. Che i terreni siano di proprietà o in conduzione, ogni appezzamento è stato selezionato ricercando il terroir che valorizzasse le caratteristiche del vitigno allocato, privilegiando l’aspetto qualitativo delle uve piuttosto che quello quantitativo. La filosofia applicata è semplice: massimo rispetto per la vigna, il suolo e l’ambiente circostante.

L’azienda Coppo aderisce, dal 2001, ad un protocollo ufficiale di agricoltura integrata che prevede l’utilizzo di pratiche agronomiche a basso impatto ambientale. Coppo va ben oltre tale normativa e da diversi anni ha deciso di seguire una filosofia e una prassi agronomica che, pur non essendo ufficialmente certificata biologica o biodinamica, prevede maggior rispetto possibile per l’ambiente nel quale opera.

Un cammino graduale verso la riduzione o la rinuncia totale a pratiche invasive, che prevedano l’utilizzo di prodotti difficilmente degradabili, cercando di salvaguardare l’integrità territoriale e la biodiversità del vigneto in ogni suo aspetto. Pratichiamo l’inerbimento e la concimazione avviene utilizzando soltanto composti organici (letame, stallatico, humus) o misto-organici autorizzati in agricoltura biologica.

Nella lotta alle malattie tradizionali della vite, si utilizzano preferibilmente prodotti tradizionali quali zolfo e rame o preparati a base di oli essenziali, utilizzati abitualmente nell’agricoltura biodinamica.

In vigna vengono seminate la brassica (una specie di senape), il trifoglio, il favino e l’orzo. Ognuna di queste essenze ha caratteristiche e qualità particolari. Attraverso la successiva pratica del sovescio, siamo perciò capaci di sfruttare i loro specifici effetti sul terreno e le vigne, al fine di equilibrarne ed aumentarne la vitalità. L’obbiettivo è quello di creare un ambiente ospitale per le viti rendendole in grado di difendersi da sole.

Al fine di ridurre gli insetticidi di sintesi, viene impiegato il feromone, una sostanza naturale, capace di disorientare alcuni insetti provocandone la confusione sessuale ed impedendone la proliferazione.

Per Coppo, il giusto approccio è fare quello che si può fare, migliorando giorno per giorno, credendo in quello che viene fatto, con il giusto realismo di chi lavora e rispetta terra, per costruire solide realtà sostenibili dal punto di vista pratico e non solo teorico.

Agricoltura integrata e tecniche biodinamiche

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