Lo stile di casa Coppo

Armonia ed eleganza, cura del dettaglio e ricerca della qualità senza compromessi

I vini di Coppo interpretano da sempre la tradizione vitivinicola del Piemonte e raccontano una storia di duro lavoro per perseguire un unico obbiettivo: l’eccellenza.

Per questo ogni processo è seguito con passione e scrupolosità da agronomi, enologi e cantinieri specializzati, il cui compito è quello di garantire il massimo rispetto per il vitigno e l’ambiente, sviluppando e portando all’eccellenza la personalità e le caratteristiche che ciascun frutto sa esprimere.

“Ci piace pensare che i nostri vini lascino un retrogusto emozionale. Non si tratta di una nota organolettica, ma di una sensazione capace di risvegliare in noi il ricordo di un momento felice.”

Freschezza e Personalità

Lo stile dell’azienda privilegia alla potenza la finezza, nella convinzione che ogni vino, sia esso una Riserva o un vino più giovane, debba dimostrare la sua distintiva personalità e il suo carattere, pur conservando una grande piacevolezza.

La ricerca della fragranza e di una “spensierata” freschezza, si esprime al meglio nei vini della linea giovane, che siano lo Chardonnay Costebianche o la Barbera L’Avvocata, il Gavi La Rocca o lo Spumante Metodo Classico Luigi Coppo.

I grandi vini prodotti dall’azienda, dal Pomorosso alle Riserve della Famiglia, dal Monteriolo al Barolo, fino agli spumanti Metodo Classico Riserva Coppo e Piero Coppo, sono caratterizzati da eleganza, finezza e da una sorprendente capacità di resistere al tempo. Come ogni grande vino, la loro nota distintiva è di non perdere mai godibilità e facilità di beva, pur mantenendo grande complessità e carattere.

Pionieri della “nuova” Barbera

Negli anni ’80 le cantine Coppo si fanno protagoniste di una “svolta” decisiva. Le Barbera prodotte dall’azienda – tutte dall’altissimo profilo qualitativo – cominciano a scardinare quella diffusa convinzione che aveva fino ad allora relegato questo vino a prodotto quasi esclusivamente regionale, certamente di largo consumo, ma con rare espressioni di eccellenza.

Una conduzione della vigna volta a contenere le rese, la raccolta delle uve al loro giusto grado di maturazione e l’introduzione delle barriques per la fase della maturazione divennero i fattori decisivi della riaffermazione della Barbera, regalandole un respiro più ampio, una complessità e una ricchezza in grado di competere con i più nobili rossi nazionali.

Fu in quegli anni che la Barbera d’Asti Pomorosso vide la sua prima vendemmia (1984) e si affermò come una delle punte di diamante della sua tipologia.

Oggi, a distanza di trent’anni, il Pomorosso è considerata un’etichetta paradigma, precorritrice della nuova storia della Barbera.

Dentro la storia dei bianchi piemontesi

Parlare di vini bianchi in Piemonte e attribuire loro una grande importanza, come Coppo fa da oltre 30 anni, può sembrare strano. In realtà, tra i vitigni più antichi di questa regione si devono anche annoverare alcune varietà bianche come il Cortese (etimologicamente «vino dedicato alla corte», cioè ai nobili e agli aristocratici) ma soprattutto il Moscato la cui presenza, attestata in Piemonte già a partire dal XIII secolo, troverà presto in Canelli la sua terra d’elezione.

La produzione di rossi era sì ampia e diffusa, ma perlopiù destinata al popolo e toccava ai bianchi incarnare quel vino di qualità destinato a pochi. Credere poi che lo Chardonnay, il Pinot Nero e altri vitigni siano di recente introduzione in Piemonte, è un’altra erronea e diffusa convinzione. Ad essa si aggiunge la credenza che siano stati i francesi ad importarli.

Al contrario, dobbiamo la loro presenza a Filippo Asinari conte di San Marzano e di Costigliole d’Asti. Straordinario uomo politico e stratega militare di gran valore, Napoleone lo volle con sé in Francia, dove si innamorò dei vini francesi. Al suo ritorno in patria, agli inizi dell’Ottocento, portò con sé diverse barbatelle, tra cui Chardonnay, Pinot Nero e Cabernet Sauvignon, mettendole a dimora nella sua tenuta di Costigliole d’Asti.

Se la presenza di questi vitigni ancora perdura, è perché la composizione del nostro suolo e il microclima a loro congeniale ne ha permesso il radicarsi.

Il suolo di origine sedimentaria marina è composto da marne bianche calcaree-argillose. La forte presenza di minerali tra cui gesso, conglomerati ferrosi e carbonato di calcio permette di produrre Gavi e Chardonnay dalla grande mineralità, sapidità e longevità.

Innovatori, per tradizione

Rispettare la grande tradizione dei vini piemontesi non significa rinunciare all’innovazione. Una continua tensione verso il futuro: questo è lo spirito che ha portato Coppo a superare i 120 anni di storia, permettendoci, qualche volta, di anticipare le tendenze di mercato, senza mai smarrire l’identità.

Una sperimentazione continua, nel tentativo di coniugare tradizione e modernità, ha recentemente portato Coppo ad aderire al progetto Wine Research Team, che coinvolge numerose aziende italiane di prestigio internazionale.

Sposando i principi di tale progetto, abbiamo adottato un protocollo tecnico-scientifico innovativo al fine di produrre una Barbera in assenza di solfiti aggiunti, capace di esprimere al massimo la potenzialità del nostro territorio e l’unicità varietale di questo vitigno. La Barbera d’Asti Cascina Gavelli, lanciata sul mercato nel 2014, nasce in una delle parcelle meglio esposte e soleggiate. L’attenta conduzione della vigna, la selezione estrema dei grappoli, rigorosamente raccolti a mano e in piccole ceste, il controllo delle temperature in fase vendemmiale, ci hanno permesso di produrre un vino, fresco, dalla grande succulenza, ma soprattutto di grande piacevolezza, come si conviene ad una Barbera di carattere.

Ultime dal blog news, eventi, riconoscimenti e tanto altro...

Pubblicato il in News ed eventi

Vendemmia della barbera

Una giornata con l’enologo di casa Coppo, sulle tracce del Pomorosso. I segreti tra i filari, i rimedi contro l’annata calda, gli assaggi dell’ultima ora prima di raccogliere. “La vigna ti sorprende sempre e dobbiamo assecondarla, la nostra è una...

Scopri di più >

Pubblicato il in News ed eventi

Coppo durante la Douja d’Or di Asti

Ad Asti, nei week end di venerdì 8/domenica 10 e di venerdì 15/domenica 17 settembre, in concomitanza con la Douja d'Or 2017, Coppo è presente presso lo Stand di Land of Perfection realizzato con i Consorzi di tutela del Piemonte. In degustazione i vini...

Scopri di più >

Pubblicato il in News ed eventi

Perché il Moscato d’Asti è un vino serio. Otto note dagli Stati Uniti.

Alla vigilia dellla manifestazione che sabato a Canelli fa fuoco sul Moscato d'Asti e sulla storica tipicità di questo vitigno nella zona di Canelli e dei territori limitrofi, raccolgo qui alcune note che mi sono appuntato nelle scorse settimane negli Stati...

Scopri di più >