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Barolo, la massima espressione del vitigno Nebbiolo. Null’altro.

Non tutti sanno che Coppo, in virtù della sua storicità, è tra le pochissime cantine a poter vinificare il Nebbiolo da Barolo al di fuori della sua zona di produzione.

Per questo, per quanto sia internazionalmente conosciuto soprattutto per le barbere quali Pomorosso e Riserva della Famiglia, per gli spumanti metodo classico e per il Monteriolo, chardonnay piemontese nato dalla nostra passione per la Borgogna, da sempre Coppo produce Barolo con una idea chiara in testa.

L’annata 2012 viene presentata al ProWein di Düsseldorf.

Rispondiamo allora a due domande.
Che tipo di Barolo è il Barolo Coppo, tradizionale o moderno?
Che annata è quella del 2012?

Il Barolo Coppo si preoccupa di esprimere il massimo rispetto del vitigno nebbiolo, senza curarsi delle mode e senza assecondare le richieste più facili dei mercati.
Si selezionano le uve più sane e mature, raccolte a mano in cassette da 20 Kg. In cantina macerazione a contatto delle bucce con brevi e delicati rimontaggi poi affinamento di 30 mesi in botti grandi di rovere francese seguiti da altri 12 mesi in bottiglia.

Come nota The Wine Advocate (“Questo vino offre un’amabile purezza secondo uno stile classico”), si tratta di un Barolo che, lungi dal voler essere austero o difficile, si definisce tradizionale, equilibrato, elegante.

Equilibrio ed espressione del vitigno e della territorialità esprimono del resto il credo più profondo di Coppo. A partire dall’uso del legno, che non ammette concessioni facili. “E’ il nostro stile – si sente ripetere in cantina. Il legno è uno strumento, non vogliamo diventi un protagonista del vino”.

Barolo tradizionale dunque. Al naso profumi di violetta, ciliegia e liquirizia. In bocca le caratteristiche del vitigno nebbiolo e delle sue diverse annate.

Veniamo ora alla vendemmia 2012.

Se il 2011 si ricorda per un’annata molto potente, nel 2012 la vigna ebbe un inverno freddissimo (con temperature fino a -15 e -20), parzialmente compensato da un’estate calda.
Per questo, se il Barolo 2011 è stato subito pronto e strutturato, il Barolo 2012 ha un tannino più ruvido, destinato a dare eleganza e grandi soddisfazioni nel tempo.

Da ultimo: quando e come bere il Barolo Coppo 2012?

L’enologo consiglia di aspettare un anno e – come buona prassi con il Barolo – di tenersi una bottiglia da consumare a dieci anni dalla vendemmia.

Quanto all’occasione non servono grandi sforzi. Siamo in presenza di vini che per loro natura possono essere protagonisti in qualsiasi momento, anche da soli.
Se pensiamo a un pasto, considerando l’equilibrio del Barolo Coppo, possiamo non solo abbinarlo ai secondi e alle carni più gustose e cucinate (stinco di manzo o agnello al forno, brasato di vitello) ma anche a qualche primo importante, con un ragù più saporito.

Nelle ultime tre annate – 2009, 2010, e 2011 – James Suckling ha valutato il Barolo Coppo con 93 punti.